“LE IMPRESE DI FAMIGLIA E IL ‘NUOVO’ PRESIDENTE DI CONFINDUSTRIA” a cura del prof. Claudio Devecchi

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Anche se non abbiamo ancora la certezza assoluta, il nuovo Presidente di Confindustria è Vincenzo Boccia e il suo avversario, sconfitto per pochi voti, è stato Alberto Vacchi. Entrambi sono esponenti del mondo delle imprese familiari: il primo è titolare con il fratello Maurizio della Arti Grafiche Boccia S.p.A. di Salerno, azienda fondata 50 anni fa da papà Orazio di umili origini, orfano a 12 anni, geniale nel cogliere le opportunità del mercato del dopoguerra, oggi 85 anni, Cavaliere del lavoro ancora dinamico e protagonista; il secondo è azionista e socio di riferimento della I.M.A. S.p.A (Industria Macchine Automatiche) di Ozzano dell’Emilia Romagna, quotata nel mercato/segmento STAR Super Sector dal 2001. Era prevista una quotazione cinese a Shanghai della IMA locale o un “double listing” (una doppia quotazione) sia a Piazza Affari che a Shanghai.

Sono due imprese familiari molto diverse e ben rappresentano il panorama italiano dove “piccolo è bello, grande è meglio”[1], slogan che dovrebbe diventare diffusa realtà nel prossimo futuro. La prima è una media azienda italiana con 40 milioni di fatturato e 160 dipendenti, con oltre un terzo del fatturato all’estero in quanto produce e distribuisce da Salerno periodici e stampati in tutta Europa, nel Medio Oriente e negli Emirati Arabi , è a conduzione tipicamente padronale anche se si avvale di alcuni manager, molto innovativa, secondo il noto mood del made in Italy si autodefinisce “la boutique europea dell’industria grafica” (clienti come: Ikea, Panini, Carrefour, Ferrarelle), assai propensa al  digitale visto che nell’azienda di famiglia Internet ha cambiato tutto; la seconda family business è una multinazionale “tascabile”, con un gruppo quotato dal 1995 e un flottante di circa il 30%, nell’esercizio 2015 il fatturato è visto a 1.085 milioni di euro, con il 91% di esportazioni.

Arti Grafiche, negli ultimi cinque anni ha investito oltre 54 milioni in macchinari e tecnologie, ha affermato di avere un punto di forza nella costante ricerca dell’innovazione organizzativa, di processo e di prodotto. Recentissimo è ad esempio l’investimento relativo alla rotativa Cerutti S96, che ha permesso ad Arti Grafiche Boccia di consolidare il parco macchine e di generare notevoli economie di scala, garantendo nel contempo la possibilità di trasferire l’esperienza dell’area quotidiani alla Grande Distribuzione Organizzata. Di notte infatti gli impianti sono usati per la stampa di quotidiani locali, nazionali ed internazionali mentre di giorno l’impianto è utilizzato per gli stampati della GDO (Grande Distribuzione Organizzata), con tempi di realizzazione dei relativi prodotti assimilabili a quelli dei quotidiani e modularità di foliazioni, fino a novantasei pagine tutte a colori con possibilità di cambi, anche di singole pagine, sin da 1000 copie particolarmente vantaggiosi. L’acquisto s’inquadra in una strategia aziendale di crescita e diversificazione produttiva con l’ingresso anche nel segmento della cartotecnica, attraverso l’acquisizione di 2 macchine fustellatrici Bobst, e l’entrata nel segmento dei cluster e degli astucci, con un incremento del fatturato, per la divisione di competenza, di oltre il 60 per cento nel giro di un anno

IMA fondata nel 1961 è leader mondiale nella progettazione e produzione di macchine automatiche per il processo e il confezionamento di prodotti farmaceutici, cosmetici, alimentari, tè[2] e caffè. ha 34 stabilimenti di produzione in Italia, Germania, Francia, Svizzera, Spagna, Regno Unito, Stati Uniti, India, Cina per un totale di 4.600 dipendenti di cui 2.300 all’estero, di cui “oltre 500 impegnati nell’innovazione di prodotto”, tanto che il gruppo IMA è titolare di oltre 1.400 brevetti o domande di brevetto attivi nel mondo. Si avvale di 34 stabilimenti di produzione in Italia, Europa e nel resto del mondo. Al comando oltre al papà Marco Vacchi (classe 1937 e qualifica di Presidente onorario) ci sono il figlio Alberto (Presidente e Amministratore Delegato) e il cugino Gianluca (1967, Amministratore) laureato a Bologna in Economia e Commercio; completano il CDA altri 9 Amministratori non esecutivi. Sembra una governance particolarmente competente e preparata visto che il titolo si è rivalutato 15 volte dal 1995, primo anno di quotazione.

Ma quale è il profilo istituzionale, personale e professionale di questi due imprenditori impegnati a condurre le loro aziende di famiglia? Quali i loro slogane le loro frasi “celebri”? le loro credenze più radicate? Cosa vogliono fare? Abbiamo provato a rispondere a queste domande e a costruire, con le informazioni disponibili sui media, questi loro identikit:

ELEMENTI DELL’IDENTIKIT Vincenzo BOCCIA Alberto VACCHI
ORIGINE Salernitano, classe 1964 (52 anni), sposato con Gabriella, ha due figlie Federica e Sara, un fratello Maurizio; ama la musica classica, è un imprenditore visionario di seconda generazione vero e appassionato, laureato in Economia e Commercio a Salerno Bolognese, classe 1964 (52 anni), sposato, ha un figlio, laureato in giurisprudenza, è un imprenditore di seconda generazione vero e appassionato
INCONTRI frequentatore dei corridoi di viale dell’Astronomia, è (stato) Presidente nazionale della Piccola Industria schivo, non ama frequentare salotti e corridoi.

però è stato presidente di Unindustria Bologna per il quadriennio 2011-2015.

INDOLE è più un animale politico che un leader (“… non userò mai il termine discontinuità, lo ritengo irrispettoso per chi ci ha preceduto”).

Vincenzo è un uomo di modi affabili ed eleganti, un signore alto, garbato, sorridente, comunicativo.

rappresenta la continuità e viene considerato il delfino degli ultimi past President di Confindustria

è più un leader che un animale politico.

incarna il cambiamento e la disconti-nuità, ha una fortissima vocazione internazionale e viene considerato un perfetto uomo cosmopolita.

non sono ideologico, punto alla netta separazione tra politica e industria

 

SLOGAN “la centralità dell’industria come principale antidoto alla stagnazione e alla bassa crescita”[1].

“sono abituato da sempre a ragionare anticipando. Non vedo l’ora di partecipare a questo futuro. La nostalgia di futuro ci guiderà ogni giorno”.

“l’industria è un corpo essenziale della società, il pilastro portante dell’economia”[2].

“nelle nostre aziende si produce ciò che oggi ci serve a vivere, a star bene, a condividere il pianeta”.

PUNTI DI FORZA grande capacità di dialogo e abilità di fare una squadra forte e coesa; ama la delega e l’ascolto dei territori; è un europeista convinto; è filogovernativo antigovernativo; equilibrato, grande capacità di lavoro; riesce a gestire con semplicità situazioni molto complesse; carismatico e con fortissimo intuito imprenditoriale; europeista convinto (“noi italiani dobbiamo presidiare la sede di Bruxelles come facciamo con la sede di Roma”)
CULTURA FAMILIARE (FRAMMENTI) “da mio padre ho imparato una lezione fondamentale: che l’anima imprenditoriale è un po’ come il coraggio, ce lo devi avere.”

“se le mie figlie mi seguiranno in azienda? Si vedrà, se avranno passione, faranno questo mestiere. Perché un imprenditore che ha passione non ha più paura di nulla, nemmeno dell’impossibile.”

siamo passati a un modello in cui la finanza contava più dell’economia reale. Ora è finito, male, anche quel periodo

si presenta come un “rottamatore” con durissime critiche al sistema di via dell’Astronomia visto che il solo apparato centrale romano costa 500 milioni di euro

MALATTIE DEL SISTEMA ITALIA inefficienza del settore pubblico e cattiva allocazione delle risorse; peggioramento delle Istituzioni (giustizia, macchina amministrativa, leggi); bassa produttività causa il sistema sbagliato dei salari abbiamo perso un pezzo di industria, siamo in un Paese che non cresce; il nostro Paese è refrattario all’innovazione economica, sociale e culturale; meccanismi di promozione inceppati, scarsa mobilità sociale, protezionismi e corporativismi, mancanza di senso del bene comune e delle Istituzioni
I LORO SPONSSOR, TRA GLI ALTRI…. aziende a partecipazione pubblica (ENI, SNAM, ENEL, FFSS, Poste, Finmeccanica); Emma Marcegaglia, Luigi Abete, Antonio D’Amato, Mario Moretti Polegato Gianfelice Rocca, Romano Prodi, Luca Cordero di Montezemolo, Marco Tronchetti Provera, Alberto Bombassei, Carlo Bonomi
DOVE VUOLE INVESTIRE (SINTESI) Il suo “credo” è “tecnologia e innovazione”

in un piano nazionale strategico per le tecnologie digitali; creare un ecosistema favorevole per tutto il mondo delle imprese; che la cultura tecnica diventi priorità nazionale

idem sul digitale; aggregare le PMI intorno a progetti di digitalizzazione per “filiera”; i giovani devono vedere nella fabbrica una prospettiva di vita; ci vuole un vero venture capital italiano; una scatola degli attrezzi per una nuova era delle Relazioni Industriali

 

[1] Boccia pare abbia l’ossessione della crescita: “le piccole imprese devono diventare medie, le medie grandi, le grandi multinazionali.”

[2] Due terzi delle bustine da tè che ogni giorno vengono scartate nel mondo sono state impacchettate dalle macchine di IMA.

[3] E’ il cuore del programma (.pdf) di Vincenzo Boccia dal titolo: “Confindustria per l’Italia

[4] Il testo integrale dl programma di Alberto Vacchi dal titolo “Un impegno condiviso per Confindustria” è in http://www.ilsole24ore.com/art/notizie

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